L'area 3 e 4

L'area del villaggio scavato nelle ultime campagne di scavo

Le ultime indagini archeologiche a Cafarnao hanno interessato la zona del villaggio posta ad oriente della grande strada glareata. Qui si sviluppa una parte del villaggio di età bizantina e araba, dal trado IV al XIII-XIV sec d.C.
Una serie di viette secondarie si snodano tra le case in direzione est ovest.
Cinque nuclei abitativi più estesi (L222, L359, L330, L281, L241) si affacciano sulle viette, costruiti in buona tecnica edilizia che dimostra il benessere socio-economico e la buona qualità di vita degli abitanti in età bizantina.
Una serie di negozi formati da una o due stanze si affacciavano lungo la strada.

Un vasto complesso è costituito da due case gentilizie a sud ed est (L222-L359) di vaste dimensioni e con molte stanze e cortili. L’ingresso è posizionato in un comune vestibolo, affacciato su un ampio spiazzo libero e aperto sul cardo. I due complessi presentano entrambi un ambiente principale, con soffitto sorretto da pilastri, sul quale si affacciano delle stanze e delle sale. Questo ambiente era il cuore della casa, in cui si sbrigavano la maggior parte delle attività domestiche e dove era funzionante il forno per il pane. Scale di pietra salgono affianco ai muri e raggiungono i tetti coperti con tegole, le terrazze o il secondo piano della casa. In una sala rettangolare si vede ancora la colonna centrale con i quattro rocchi che la compongono per una altezza di oltre due metri. Le tipiche finestrelle disposte in serie si aprivano nei cortili e tra le stanze della stessa casa.

Comunicante attraverso una porta privata con la casa gentilizia di est, un grande impianto per la produzione dell’olio si sviluppò in età bizantina poco lontano dalla grande via pubblica (L270). Una volta portati al frantoio i sacchi di olive e stivati negli appositi scompartimenti, gli operai procedevano alla loro frantumazione grazie al grande frantoio provvisto di due macine forse azionate a trazione animale. La sansa prodotta veniva poi spremuta nei pressoi e due vaschette ne raccoglievano l’olio.

Con l’andare del tempo l’area residenziale si modificò: le stanze delle case vennero riorganizzate, si tamponarono porte, gli ambienti furono assegnati a diverse unità abitative e si aprirono nuovi accessi alle stanze.

In età araba, una serie di nuove strutture, che in parte ricalcarono e riutilizzarono quelle più antiche, si concentrarono nelle zona più vicina al lago e vennero definitivamente abbandonate attorno al XIII sec.

L'area 3 e 4

  • Disegno ricostruttivo dell'area 3 del villaggio di Cafarnao.
  • Area 3 del villaggio. Lungo la strada principale si aprivano una serie di negozi formati da una o due stanze.
  • Area 3 del villaggio. In questa parte del villaggio bizantino è stato riportato in luce un grande impianto per la produzione dell’olio.
  • Il frantoio era raggiungibile dalla strada principale grazie ad uno stradello secondario che lo fiancheggiava sui lati occidentale e meridionale.
  • Si osserva in situ un grande frantoio con una mola per la spremitura delle olive.
  • Il frantoio era organizzato in una zona per la spremitura dell’olio e in una per lo stoccaggio delle olive. Una serie di muretti dividevano l’area in piccoli magazzini in cui i contadini riponevno le olive in attesa della spremitura.
  • Scale di pietra salgono affianco ai muri e raggiungono i tetti coperti con tegole, le terrazze o il secondo piano della casa.
  • Lo scavo di quest’area si è spinto non oltre le fasi di età bizantina. Gli archeologi hanno rintracciato diverse stanze che formavano più nuclei abitativi.
  • A partire dal 2000 altre quattro campagne di scavo sono state dirette da P.Stanislao Loffreda e hanno interessato le fasi arabe e bizantine del quartiere abitativo posto ad oriente della Casa di Pietro e della Sinagoga.