Casa di Pietro: prime trasformazioni

Ipotesi ricostruttiva della casa di Pietro nel I secolo

Dopo la risurrezione di Gesù, una piccola comunità di giudeo-cristiani iniziò ad incontrarsi presso le stanze dove aveva abitato il Maestro. Verso la fine del I secolo d.C. una stanza in particolare fu riservata ai raduni della chiesa nascente.

La stanza, forse prontamente ampliata, cominciò ad essere oggetto di particolari cure e miglioramenti: si costituisce una domus ecclesia, l’aula dedicata alle assemblee dei primi cristiani, che trova paralleli in altri luoghi dove si propagò l’annuncio degli apostoli.

In questa stanza, posta a fianco dell’ingresso principale dell’insula, una serie di piani pavimentali realizzati in battuto di calce bianca vennero successivamente rifatti in alcuni tratti fino a sei volte. Anche le pareti interne furono intonacate e dipinte e con l’arrivo dei pellegrini iniziò anche l’usanza di segnare gli intonaci con scritte e graffiti.

Indice di un cambiamento d’uso della stanza è anche la completa assenza di frammmenti di ceramica da cucina sui battuti di calce, che invece si sono trovati sopra i pavimenti più antichi. Gli unici frammenti di oggetti di ceramica ritrovati relativi a questo periodo appartengono a lucerne ad olio, utili ad illuminare la stanza durante le assemblee. Alcune lucerne di tipo erodiano sono state integre nascoste tra i muri interni. Le altre stanze continuarono ad essere usate come abitazione, come luoghi di condivisione dei pasti e delle diverse attività giornaliere.

FASE SUCCESSIVA

La casa di Pietro alla fine del I secolo: gli scavi

  • Gli antichi muri in ciottoli di basalto vennero rasati per la costruzione della Chiesa Ottagonale nel V secolo.
  • La sala fu scavata da p.Corbo e p.Loffreda nell’autunno del 1968. Gli archeologi decisero di preservare parte della stratigrafia archeologica per analisi future.
  • La casa di Pietro alla fine del I secolo:  pavimenti realizzati in battuti di calce bianca rifatti nel tempo per almeno sei volte.
  • Soglia della porta di ingresso al cortile nord della Casa di Pietro. Questa soglia  appartiene alle fasi originarie dell’abitazione. I Vangeli riportano che le folle seppero che Gesù era in casa e vi accorsero in modo che “non c’era più posto neanche davanti alla porta ed egli annunciava loro la Parola” (Mc. 2, 1-2).
  • Le abitazioni erano costruite in blocchi della locale pietra di basalto nero legati con malte di terra. I pavimenti erano in ciottoli di basalto e terra battuta.
  • Tra gli strati del pavimento sono stati trovati diversi frammenti di lucerne di I secolo che dovevano illuminare la stanza durante le assemblee.
  • Pentola di primo secolo dopo Cristo ritrovata nella sala venerata
  • Tetradracma di Caracalla (215-217 d.C) trovata nella casa di Pietro.
  • Tetradracma di Caracalla (215-217 d.C) trovata nella casa di Pietro.
  • Ceramica e vetro del primo secolo dopo Cristo ritrovata negli scavi di Cafarnao

Proposta ricostruttiva della Casa di Pietro alla fine del I secolo

  • Nel primo cortile della casa, proprio vicino all'ingresso, si trovava la sala che entro la fine del I secolo diventò la sala sacra e di riunione della prima comunità di giudeo-cristiani.
  • Affacciata alla spiaggia del lago l’abitazione formava la punta sud-orientale di un grande quartiere abitato.
  • Molte delle attività giornaliere si svolgevano nei cortili all'aperto. Diversi frammenti di pentole e lucerne di I secolo sono stati trovati negli scavi.
  • Negli angoli dei cortili si trovava il forno in argilla refrattaria per cuocere il pane.
  • Una stanza dell'abitazione in particolare divenne la sala sacra e di riunione della prima comunità di giudeo-cristiani: li possiamo immaginare seduti sulle stuoie mentre fanno memoria della straodinaria presenza di Gesù nella casa di Pietro.
  • Le pareti interne, in un primo momento spoglie come le altre stanze, furono intonacate e dipinte con una zoccolatura in ocra rossa.